“VITANERA”
di e con Tomaso Nardin
regia di Marika Tesser
Monologo teatrale

Sabato 08 Febbraio 2020, dalle ore 09.00

Auditorium Don E. Vidotto di Maserada sul Piave

QUARTO SPETTACOLO DELLA RASSEGNA
#MASERADASULPALCO 2020
MATINEE’ con partecipazione prevalente delle Scuole Medie di Maserada sul Piave

Sono disponibili circa 50 posti a sedere per il pubblico “esterno”
BIGLIETTO UNICO PREZZO AGEVOLATO di 5€
per info e prenotazioni: 3405797086

Sinossi:

In Belgio le miniere di carbone stanno per chiudere. Dante, un minatore veneto, passa le sue giornate nel magazzino impolverato della miniera dove ha trascorso tutta la sua vita. Mentre sistema “robe che no ghé ne frega gnente a nissuni” incontra un ragazzino di nome Alfredo e assieme a lui ripercorre i momenti cruciali della sua esistenza: il precoce abbandono della scuola, i rusteghi ammonimenti del padre, il primo giorno di lavoro e le storie di altri minatori che con lui hanno condiviso tante faticose giornate “nere”. Una storia di emigrazione e lavoro, di carbone e amore.

Note di regia:

Abbiamo bisogno di lasciar intuire a noi stessi ciò che mille e mille storie, simili a quella di Dante, racchiudono e nascondono; ci servono i sussurri dell’anima, affinché riconducano a noi il sentire sottile di quello che il vociare inutile e assordante del nostro tempo non ci permette più di percepire. Il lavoro di Tomaso, frutto di una dedizione umile e costante, racconta una favola che esce dal tempo, è un atto dell’anima che non si limita a illustrare o mostrare, bensì rivela crudelmente alcuni volti di un’umanità sempre più smarrita e appiattita. Ogni personaggio compare sbattendoci in faccia un piccolo mondo che possiamo riconoscere nei nostri piccoli mondi, nel frenetico andare e venire in cui, a volte, dimentichiamo di prenderci gli attimi necessari per provare a comprendere la direzione che abbiamo preso. Lavorare a questo spettacolo mi ha dato il piacere di osservare il prezioso atto d’Amore che un artista, disciplinato e responsabile, opera nei confronti di se stesso e poi degli altri. La grande difficoltà del ‘far Teatro’ consiste primariamente nell’offrirsi per imparare a spogliarsi, sinceramente, delle nostre bugie scolpite sulla carne, modulate nella voce, riflesse nello sguardo. Ho visto maturare Tomaso come artista e con lui anch’io sono cresciuta, grazie alle sfide lanciate, raccolte e superate. La verità di un organismo nella sua cruda messinscena spiazza il pensiero, toglie il giudizio, spalanca le bocche che iniziano a sentire il fiato corto, tocca coraggiosamente l’intimità di ognuno. Questi momenti di meravigliosa ispirazione li ho vissuti nella collaborazione e nel rispetto della straordinaria autonomia che Tomaso manifesta, permettendo il miglior rapporto che si possa instaurare tra un attore un regista, che dev’essere guida, mai dittatore. (Marika Tesser)